Nel pomeriggio di ieri 16 settembre si è tenuto un nuovo Consiglio dei Ministri ha deciso per una proroga lo sconto sulle accise del gasolio fino al 5 ottobre.
Cambieranno però gli sconti, che saranno di 12,2 centesimi fino al 26 settembre e si ridurranno a 6,1 centesimi fino al 5 ottobre, quando scadranno definitivamente.
Da ottobre, fa sapere quifinanza, dovrebbero arrivare invece gli aiuti mirati.
L’Esecutivo pensa a un bonus benzina per le famiglie in difficoltà, che includa lavoratori e autonomi, ma non i pensionati. Potrebbero rimanere esclusi anche i dipendenti pubblici e non sembrano essere state prese in considerazione misure di riduzione della domanda.
È arrivato un nuovo sconto sulle accise per il gasolio. Il Consiglio dei Ministri ha approvato una nuova proroga, che però di fatto aumenta il prezzo del diesel alla pompa.
La nuova scadenza è il 5 ottobre, ma gli sconti si ridurranno dai 17,1 centesimi di euro attuali a:
- 12,2 centesimi dal 18 al 26 settembre;
- 6,1 centesimi di euro dal 26 settembre al 5 ottobre.
L’Esecutivo si trova nella difficile situazione di dover passare da uno sconto generale a misure più mirate, annunciate per ottobre.
Il 22 settembre l’Istat dovrebbe pubblicare le nuove stime del Pil italiano.
Quasi sicuramente quelle di aprile saranno riviste al rialzo e questo potrebbe dare più capacità di spesa al Governo. L’obiettivo rimane un rapporto tra deficit e Pil inferiore al 3%, che permetterebbe di uscire dalla procedura di infrazione europea.
Questo a sua volta sbloccherebbe la possibilità di fare deficit in deroga per contrastare la crisi energetica. Questi fondi non potranno essere utilizzati direttamente per ridurre le accise, ma rappresenterebbero comunque un sostegno alle iniziative del Governo.
A ottobre, gli sconti sulle accise dovrebbero terminare ed essere sostituiti con un buono benzina da 150 euro. Lo potranno avere lavoratori dipendenti e autonomi con un Isee sotto i 28 mila euro.
Saranno esclusi invece i pensionati, nonostante le pressioni fatte da Forza Italia per includerli. Rischiano di essere esclusi anche i dipendenti pubblici.
Meloni è poi tornata a chiedere azioni a livello europeo per contrastare la crisi energetica, ma rimane molto difficile che l’Ue accetti di mettere a disposizione i propri fondi per tagliare le tasse dei Paesi membri.
Gli sconti vengono visti inoltre come controproducenti dagli esperti del settore energetico. Tagliare artificialmente il prezzo di un bene ne aumenta la domanda.
Più domanda significa prezzi più alti, e questo rende misure come il taglio delle accise controproducenti. Infatti i prezzi dei carburanti non hanno mai smesso di aumentare, anche quando il petrolio non era a quasi 110 dollari al barile, come negli ultimi giorni.
In questo senso, il buono benzina potrebbe rallentare gli aumenti, perché creerebbe meno domanda di uno sconto generalizzato. Ci sarebbero però altre alternative.
Se è la domanda a far aumentare i prezzi, un suo calo dovrebbe farli diminuire.
L’ipotesi alternativa al calo delle accise sono proprio misure che spingano le persone a usare meno l’auto. Le opzioni possono essere di vario tipo.
Ci sono gli incentivi, come:
- mezzi pubblici scontati o gratuiti che spingano a muoversi senza auto;
- più lavoro da remoto per ridurre il traffico.
Esistono però anche metodi più coercitivi, simili a quelli che furono adottati negli anni ’70, durante la crisi petrolifera:
- le targhe alterne;
- le domeniche a piedi in città.
Potrebbe aiutare in questo senso anche il divieto di circolazione in città per i diesel Euro 5 pensato per migliorare la qualità dell’aria in alcune regioni particolarmente inquinate.





















