“È partito un percorso importante per Irsina e per tutta la comunità.
Quello presentato è il risultato di un percorso che abbiamo immaginato e costruito nel tempo, partendo dalla consapevolezza della nostra storia, delle nostre radici e della nostra bellezza”.
È quanto ha sottolineato il consigliere regionale Nicola Morea, già sindaco di Irsina, intervenendo alla presentazione tenutasi ieri a Irsina del dossier di candidatura della città a Capitale italiana della Cultura 2029, dal titolo “Il futuro abita i piccoli luoghi”.
Un appuntamento particolarmente significativo, ospitato nell’aula magna delle scuole medie e rivolto alla comunità scolastica e all’intera cittadinanza, che segna una nuova tappa di un percorso costruito negli anni e che ha visto Irsina rafforzare progressivamente la propria presenza all’interno di reti e circuiti nazionali e internazionali, consolidando al tempo stesso la propria capacità di accoglienza e la propria identità culturale.
Afferma Morea:
“Questa candidatura rappresenta un ulteriore passo in avanti di un percorso iniziato molti anni fa.
Irsina ha saputo costruire nel tempo relazioni, riconoscibilità e capacità progettuale.
Oggi tutto questo trova una sintesi in un dossier che non racconta semplicemente ciò che è la comunità di Irsina, ma prova soprattutto a immaginare ciò che può diventare”.
Particolarmente significativo è il titolo scelto per il dossier, “Il futuro abita i piccoli luoghi”, che racchiude una visione nella quale la cultura non viene intesa soltanto come tutela e valorizzazione del patrimonio, ma come strumento per interrogarsi sul futuro delle comunità, sulla qualità dell’abitare, sulla capacità di creare opportunità e sulle condizioni che consentono alle persone di scegliere di vivere e costruire il proprio futuro nei piccoli centri.
Prosegue Morea:
“È una sfida importante perché significa dimostrare che un piccolo Comune può avere una visione grande.
Il dossier mette insieme patrimonio, comunità, paesaggio, creatività e futuro e prova a trasformare la cultura in una leva capace di generare partecipazione, nuove opportunità, lavoro e crescita”.
La candidatura nasce infatti dalla consapevolezza delle peculiarità di Irsina (MT): un piccolo Comune delle aree interne, con una storia e un patrimonio di straordinario valore, ma anche con una comunità capace di accoglienza, partecipazione e apertura.
Il progetto guarda quindi oltre la sola dimensione dell’evento e immagina un percorso destinato a lasciare una traccia duratura, anche indipendentemente dall’esito della competizione.
Sottolinea Morea:
“Si è scelto di intraprendere una strada ulteriore, difficile e complessa, confrontandosi con realtà importanti ma credo che la vera forza di questa candidatura stia proprio nella capacità di guardare oltre il risultato finale.
Le linee tracciate nel dossier devono diventare traiettorie sulle quali lavorare nei prossimi anni”.
Un progetto che, nelle parole del consigliere regionale, deve essere soprattutto patrimonio della comunità e delle nuove generazioni.
“Rivolgendomi agli studenti nel corso della presentazione ho voluto affidare loro un compito: avere la capacità di immaginare il proprio futuro partendo da qui.
Il patrimonio di Irsina non lo abbiamo creato noi: ci è stato consegnato.
Abbiamo il dovere di valorizzarlo, di custodirlo e soprattutto di trasformarlo anche in occasioni di lavoro e di crescita”.
Per Morea, dunque, la candidatura rappresenta un’occasione per rafforzare una consapevolezza collettiva: quella di vivere in un luogo che possiede un patrimonio importante, ma che ha anche la responsabilità di costruire attorno a quel patrimonio nuove prospettive.
“Esprimo grande soddisfazione per questo percorso e per il lavoro che è stato fatto.
Oggi Irsina, guidata dal sindaco Giuseppe Candela e insieme a tutta la squadra amministrativa, sceglie di raccontarsi, ma soprattutto di immaginarsi.
E quando una comunità riesce a interrogarsi sul proprio futuro con questa ambizione, indipendentemente dall’esito di una competizione, ha già compiuto un passo importante”.
Conclude Morea:
“Il futuro abita i piccoli luoghi” è quindi molto più di un titolo: è un’affermazione di fiducia.
Fiducia nella nostra storia, nella nostra comunità e soprattutto nella possibilità che anche da un piccolo luogo possano nascere idee, energie e opportunità capaci di guardare lontano”.




















