Da Matera a New York, gli studenti lucani riscoprono le storie dell’emigrazione: la bella iniziativa

Le storie dell’emigrazione lucana tornano a parlare alle nuove generazioni e lo fanno a migliaia di chilometri dalla Basilicata, proprio nei luoghi in cui tanti emigranti costruirono una nuova vita senza recidere il legame con la terra d’origine.

È uno degli aspetti più significativi della partecipazione all’iniziativa educativa internazionale Scuola Futura New York promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e svoltasi nella metropoli americana dal 19 al 23 settembre 2026.

All’iniziativa hanno partecipato 84 studenti e 11 istituzioni scolastiche italiane.

Tra gli istituti scolastici anche il Liceo Classico “Duni-Levi” di Matera con quattro dei suoi studenti: Ilaria Venezia, Angelo Pastore, Angela Rondinone e Giovanni Panetta, accompagnati dalla prof.ssa Maria Vena.

Per loro New York non è stata soltanto il luogo di un’esperienza formativa dedicata all’innovazione, alla cultura italiana e all’intelligenza artificiale.

È diventata anche l’occasione per interrogarsi sulle proprie radici e per avvicinarsi alle vicende di quei lucani che tra Ottocento e Novecento attraversarono l’Atlantico alla ricerca di nuove opportunità.

I ragazzi lucani infatti, si sono presentati alla kermesse con un lavoro dal titolo “Roccia – Radici di pietra che l’Oceano non può spezzare”, per raccontare la forza di legami capaci di resistere alla distanza e al passare delle generazioni.

Il lavoro dei quattro studenti è stato presentato a Piazza Italia durante i lavori della prima giornata.

La ricerca ha attraversato diverse storie e simboli della Basilicata nel mondo: la vicenda di Giuseppe Nicola Pedale, quella di Agostino Coppola, padre di Francis Ford Coppola, la storia dell’Amaro Lucano come prodotto identitario della regione e, la nascita e lo sviluppo della comunità montese di Paterson, nel New Jersey, con particolare attenzione alla Società di Mutuo Soccorso San Rocco Montescaglioso di Paterson.

Quest’ultimo approfondimento è stato curato dalla studentessa Ilaria Venezia ed ha permesso ai ragazzi di entrare in contatto con una pagina particolarmente significativa della storia dell’emigrazione lucana negli Stati Uniti, quella delle Società di Mutuo Soccorso.

Paterson, conosciuta come la “Silk City”, la Città della Seta, fu per decenni uno dei principali centri industriali del New Jersey. Le sue filande e le manifatture tessili attrassero numerosi immigrati italiani. Tra questi vi furono molti emigranti provenienti da Montescaglioso che a Paterson diedero vita a una comunità coesa.

È in questa storia che si inserisce, nel 1928, la nascita della Società di Mutuo Soccorso San Rocco Montescaglioso di Paterson, espressione di una comunità che aveva compreso quanto l’unione e il sostegno reciproco fossero essenziali per affrontare le difficoltà della vita da emigranti.

A rendere particolarmente prezioso il lavoro degli studenti è stata la possibilità di confrontarsi non soltanto con racconti e testimonianze, ma anche con fonti documentarie originali.

La ricerca è stata infatti arricchita da documenti inediti messi a disposizione dall’Associazione Mondi Lucani APS di Montescaglioso, che ha in dotazione il Fondo documentale della Società di Mutuo Soccorso San Rocco Montescaglioso di Paterson.

Si tratta di un patrimonio di grande valore storico e culturale, afferma la presidente di Mondi Lucani, Maria Andriulli, perché consente di ricostruire dall’interno la vita della comunità montese e italiana negli Stati Uniti.

Ed è forse proprio nello sguardo curioso degli studenti che quei documenti trovano oggi una delle loro funzioni più importanti: trasformare la memoria dell’emigrazione da patrimonio conservato negli archivi a storia viva, capace di essere conosciuta, raccontata e trasmessa alle generazioni future.

Questo è uno degli elementi più interessanti emersi dall’esperienza newyorkese: l’attenzione con cui i ragazzi lucani hanno guardato alle storie dell’emigrazione.

Non come vicende lontane consegnate definitivamente al passato, ma come storie capaci di spiegare il presente, di raccontare la formazione delle comunità lucane nel mondo e di interrogare le nuove generazioni sul significato delle parole identità, appartenenza e memoria.

I partecipanti a Scuola Futura sono stati suddivisi in gruppi di lavoro impegnati nei laboratori e nelle attività previste dal programma.

Tra gli studenti che si sono distinti nel percorso anche Ilaria Venezia, componente del team del progetto vincitore.

Per i giovani lucani, il viaggio a New York è diventato anche un viaggio nella storia della propria terra anche grazie all’esperienza vissuta a Ellis Island museo dell’emigrazione e luogo della Memoria nato proprio grazie all’impegno di un lucano, Stephen Briganti, originario di Grassano.

Un’esperienza quella dei ragazzi del Liceo “Duni-Levi” di Matera che assume un valore particolare.

La tecnologia del presente ha incontrato la Memoria, due dimensioni apparentemente lontane, che invece mostrano quanto innovazione e conoscenza del passato possano procedere insieme.