Agricoltori lucani pronti alla protesta a oltranza sulla Bradanica: “Siamo i custodi di questo territorio e da qui non ci muoviamo”. Ecco le loro richieste

“Parliamoci chiaro.

Venerdì la 106. Sabato Melfi.

Da oggi la Bradanica, ad oltranza.

Qualcuno dirà che è una protesta.

Noi diciamo che è una scelta.

La scelta di chi non accetta che la Basilicata sia condannata al declino.

Questa terra dà petrolio all’Italia.

Eppure i suoi agricoltori pagano il gasolio più di tutti.

Ricchi sottoterra, poveri in superficie.

Non è destino. È una scelta politica.

E le scelte si possono cambiare.

Per questo siamo qui.

Non per dire no.

Per dire come.

Insieme ai sindaci del Metapontino proponiamo:

  • un nuovo Tavolo Verde, perché quello di oggi ha fallito;
  • i ristori promessi a Nova Siri e Policoro, subito;
  • le risorse del petrolio al servizio di chi coltiva questa terra;
  • visite mediche, formazione e DPI non più tutti a carico delle aziende;
  • stop alla tassa CONAI;
  • un piano vero sulla fauna selvatica;
  • lotta al caporalato, senza trattare ogni agricoltore da criminale.

Alla politica regionale diciamo: avete davanti una scelta.

Restare a guardare o scrivere con noi una pagina nuova.

Alla stampa nazionale diciamo: venite a vedere.

Qui non c’è solo una crisi.

C’è una generazione che vuole restare, coltivare, costruire.

Non siamo il passato da difendere.

Siamo il futuro da costruire.

Siamo i custodi di questo territorio.

E da qui non ci muoviamo.

Finché la Basilicata non avrà le risposte che merita”.

Così scrive in un comunicato il Coordinamento Agricoltori della Basilicata.