Concluso il confronto sindacale con le lavoratrici e i lavoratori di Datacontact, CallMat, Lucana Sistemi, Accenture e La Traccia.
Le organizzazioni sindacali:
«La crisi del settore non può essere scaricata sui lavoratori. Servono risposte concrete, garanzie occupazionali e un impegno istituzionale forte».
Si sono svolte le assemblee sindacali promosse dalle Organizzazioni regionali SLC CGIL, FISTEL CISL, UIL FPC UIL e UGL Telecomunicazioni con le lavoratrici e i lavoratori delle aziende Datacontact, CallMat, Lucana Sistemi, Accenture e La Traccia, nell’ambito del percorso di mobilitazione che accompagnerà lo sciopero nazionale del comparto CRM/BPO, proclamato per l’intera giornata dell’11 novembre 2026.
Gli incontri hanno rappresentato un importante momento di informazione, confronto e partecipazione, nel corso del quale sono state approfondite le ragioni della mobilitazione nazionale, analizzate le criticità del settore e raccolte le preoccupazioni del personale rispetto alle prospettive produttive e occupazionali delle singole realtà aziendali.
Particolare attenzione è stata riservata alla vertenza CallMat, che rappresenta una delle questioni più rilevanti e delicate per il futuro occupazionale del comparto in Basilicata.
Nel corso dell’assemblea sono state affrontate le problematiche che interessano la realtà aziendale, le ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori e le preoccupazioni legate alla tenuta occupazionale e alle prospettive future.
Una situazione che richiede chiarezza, responsabilità e risposte concrete, attraverso un confronto che sappia individuare soluzioni e garantire continuità lavorativa e produttiva.
Dal confronto con i lavoratori è emersa con forza la necessità di non affrontare le singole vertenze in maniera isolata, ma di ricondurre le criticità aziendali a una più ampia strategia di salvaguardia e rilancio dell’intero comparto CRM/BPO regionale.
Le assemblee hanno quindi rappresentato non soltanto un momento di approfondimento delle problematiche esistenti, ma anche un’occasione per consolidare la consapevolezza della necessità di una risposta sindacale unitaria e di una forte interlocuzione con le istituzioni.
È quanto fanno sapere congiuntamente i Segretari Regionali di categoria Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Pino Giordano e Giovanni Letterelli, che, a conclusione delle assemblee, sottolineano:
«Il confronto diretto con le lavoratrici e i lavoratori ha confermato la forte preoccupazione che attraversa il comparto e, in particolare, le criticità legate alla vertenza CallMat. Abbiamo illustrato le ragioni dello sciopero nazionale, approfondito le problematiche delle diverse realtà aziendali e raccolto le istanze di chi vive quotidianamente l’incertezza rispetto al proprio futuro professionale.
È emersa una richiesta chiara: servono certezze, tutele e prospettive.
Non possiamo limitarci a registrare le difficoltà, ma dobbiamo costruire un percorso concreto che metta al centro la salvaguardia dei posti di lavoro e la continuità delle attività produttive.
La Basilicata non può permettersi di perdere ulteriori occasioni occupazionali né di assistere passivamente all’indebolimento di un settore che rappresenta una componente importante del proprio tessuto economico e sociale».
La crisi del comparto CRM/BPO si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato dalla progressiva riduzione dei volumi di attività, dal crescente ricorso agli ammortizzatori sociali e dal rischio di migliaia di esuberi.
A rendere ancora più complesso lo scenario contribuiscono i processi di automazione, l’introduzione dell’intelligenza artificiale e il perdurare dei fenomeni di delocalizzazione delle attività, in assenza di adeguate politiche industriali e di strumenti capaci di accompagnare le trasformazioni salvaguardando l’occupazione.
«La transizione tecnologica non può diventare un alibi per ridurre il lavoro e comprimere le tutele.
L’introduzione dell’intelligenza artificiale e dei nuovi modelli organizzativi deve essere governata attraverso investimenti, formazione, contrattazione e precise garanzie occupazionali.
Non è accettabile che il costo delle trasformazioni del settore venga fatto ricadere esclusivamente sulle lavoratrici e sui lavoratori. Occorre una strategia industriale che riconosca il valore delle professionalità e metta al centro le persone».
Alla luce delle criticità emerse durante le assemblee, le Organizzazioni Sindacali confermano la partecipazione allo sciopero nazionale dell’11 novembre 2026 e annunciano, per la stessa giornata, un presidio sindacale sotto la Prefettura di Matera, dalle ore 10:00 alle ore 13:00.
La mobilitazione intende portare all’attenzione delle istituzioni la condizione del comparto CRM/BPO, le vertenze aziendali aperte in Basilicata e, in particolare, le problematiche relative a CallMat, chiedendo un’assunzione di responsabilità e un intervento concreto a tutela dei livelli occupazionali e delle prospettive industriali del territorio.
«La mobilitazione dell’11 novembre rappresenta la naturale prosecuzione del percorso di confronto avviato con le assemblee. Vogliamo trasformare le preoccupazioni raccolte e le richieste espresse dai lavoratori in una forte iniziativa di rivendicazione e interlocuzione istituzionale. Non chiediamo interventi di circostanza, ma risposte, impegni e soluzioni. Il lavoro, la dignità delle persone e il futuro delle famiglie coinvolte devono essere al centro di ogni scelta».
Le Organizzazioni Sindacali precisano che il presidio avrà carattere pacifico e si svolgerà nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti e delle indicazioni impartite dalle Autorità competenti.
Contestualmente, viene richiesta la disponibilità del Signor Prefetto di Matera a ricevere una delegazione sindacale nel corso della manifestazione, al fine di rappresentare direttamente le criticità emerse durante le assemblee, illustrare le problematiche delle vertenze aziendali, con particolare riferimento a CallMat, e sollecitare un intervento presso le competenti istituzioni nazionali.
Dalle assemblee alla mobilitazione, dalle preoccupazioni alle richieste di intervento: l’11 novembre sarà una giornata di unità e rivendicazione per difendere il lavoro e il futuro del comparto CRM/BPO.
La Basilicata chiede attenzione, responsabilità e risposte. Perché dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, famiglie e comunità che non possono essere lasciate nell’incertezza.
Di seguito la locandina con i dettagli.
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