La Basilicata si conferma la prima regione petrolifera d’Italia, ma i suoi cittadini stanno subendo il caro carburante come una vera e propria “tassa sull’isolamento”.
Federconsumatori Basilicata interviene con forza sul paradosso che vede la popolazione lucana schiacciata dai rincari alla pompa, nonostante la ricchezza energetica del sottosuolo.
L’associazione chiede alla Regione un intervento immediato: utilizzare le royalties del petrolio per difendere il potere d’acquisto delle famiglie.
Il record dei prezzi e il paradosso lucano.
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Mimit, la rete autostradale ha toccato picchi di 2,439 €/litro per il gasolio e 2,252 €/litro per la benzina.
Anche sulla rete stradale ordinaria il self-service viaggia su cifre insostenibili (2,357 €/litro per il gasolio).
A poco serve il price cap temporaneo annunciato da Eni, in un momento in cui gli sconti nazionali sulle accise si sono drasticamente dimezzati.
Il dato stride con la realtà estrattiva della regione: la Basilicata produce da sola oltre l’80% del petrolio italiano tra la Val d’Agri e Tempa Rossa, superando i 3,3 milioni di tonnellate all’anno.
Questa attività garantisce alla Regione entrate milionarie: per i bilanci 2025 e 2026 sono previsti ben 165 milioni di euro all’anno di sole royalties.
Spiega Federconsumatori:
“Nelle nostre quattro aree interne SNAI (Alto Bradano, Marmo Platano, Mercure-Alto Sinni-Val Sarmento, Montagna Materana) e nel Vulture, muoversi in auto non è un lusso ma una necessità vitale per curarsi e lavorare”.
Le carenze croniche del trasporto pubblico locale aggravano la situazione.
Raggiungere l’Ospedale San Carlo di Potenza da Matera (91 km) richiede un’ora e mezza in auto, a fronte di appena 5 corse bus al giorno, spesso colpite da disservizi. Con il gasolio a questi livelli, un pendolare che percorre 80 km al giorno per raggiungere il posto di lavoro spende oltre 9 euro al giorno solo di carburante.
L’inflazione picchia duro.
Sebbene la Basilicata registri un dato complessivo del +2,9%, l’aggravio medio è di +650 euro annui a famiglia (+671 euro a Potenza città).
A preoccupare è soprattutto il carrello della spesa, aumentato del 29,5% in cinque anni.
In Basilicata, l’acquisto di beni alimentari assorbe ben il 17% del reddito disponibile delle famiglie, contro il 10% di regioni più ricche come il Trentino-Alto Adige. Una situazione esacerbata dalla scarsa concorrenza tra punti vendita a Potenza e Matera, che azzera le possibilità di risparmio per i consumatori.
Per Federconsumatori la soluzione esiste già ed è politica.
Il Bonus Gas Basilicata ha dimostrato l’efficacia del welfare energetico diretto, portando risparmi fino al 60% in bolletta a oltre 132 mila famiglie lucane grazie a uno stanziamento di 43,7 milioni di euro.
Le richieste concrete alla Regione Basilicata sono due:
- Il ripristino della Carta Carburanti lucana: Utilizzare la quota del 3% del Fondo royalties per tagliare direttamente il prezzo alla pompa per tutti i residenti, una misura perfettamente legittima e già adottata in passato.
- Un Bonus Carburante straordinario di 20 centesimi al litro per le aree interne: Un aiuto mirato a pendolari, famiglie e trasporti scolastici del Vulture e delle aree SNAI per i collegamenti verso Potenza e Matera, in linea con il dibattito attuale sulla creazione di una Zona Franca Energetica.
Conclude la nota dell’associazione:
“La Basilicata non può continuare a sopportare i rischi ambientali in Val d’Agri e sul Pertusillo, vedere le istituzioni incassare i proventi del petrolio e poi abbandonare i cittadini a pagare il gasolio più caro d’Italia.
Se il gas è diventato un diritto legato alla terra, lo stesso deve valere per il carburante”.





















