Parco della Murgia Materana, nuove regole dopo oltre 20 anni: riflettori su confini, turismo e agricoltura. I dettagli

A oltre vent’anni dall’approvazione del Piano vigente, il Parco della Murgia Materana avvia il percorso per adeguare i propri strumenti di pianificazione alle trasformazioni del territorio e alle nuove esigenze di tutela.

Il Comitato tecnico-scientifico ha approvato il Documento programmatico preliminare, primo passaggio verso l’aggiornamento del Piano e del Regolamento del Parco.

Ai lavori hanno partecipato Amerigo Restucci, esperto di urbanistica; Luigi Fiorentino, esperto di diritto amministrativo e presidente del National Biodiversity Future Center; e Flavia La Spada, esperta di diritto e tutela ambientale.

L’obiettivo è aggiornare il quadro conoscitivo e le basi cartografiche e rendere più chiara la disciplina degli interventi.

Il lavoro riguarderà anche la verifica dei confini e delle situazioni presenti sul territorio che richiedono chiarimenti, fermo restando che ogni eventuale modifica del perimetro dovrà seguire le procedure previste.

Al centro del Documento c’è la necessità di conservare i valori che rendono unico il Parco: il patrimonio archeologico e rupestre, il paesaggio rurale, gli habitat naturali e le testimonianze del rapporto storico tra uomo e territorio.

Una particolare attenzione riguarda le preesistenze e i manufatti tradizionali, interessati nel tempo da trasformazioni che richiedono regole aggiornate per evitare interventi impropri e favorire un recupero compatibile con l’identità dei luoghi.

Sottolinea il presidente dell’Ente Parco, Giovanni Mianulli:

«Aggiornare le norme significa mettere il Parco nelle condizioni di custodire meglio il proprio patrimonio e, allo stesso tempo, guardare alle nuove progettualità con una visione coerente e basi conoscitive solide.

Il Parco custodisce un patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico e culturale che dobbiamo conservare.

Dotarci di strumenti aggiornati significa tutelarlo, ma anche creare le condizioni per valorizzare il Parco e affrontare le opportunità dei prossimi anni».

Il Documento programmatico preliminare individua le principali questioni da approfondire nella futura variante: zonizzazione, accessi e viabilità, sentieristica e servizi, gestione dei flussi turistici, attività agricole, recupero del patrimonio rurale e riqualificazione delle aree degradate.

Un ruolo centrale viene riconosciuto anche ai proprietari e agli agricoltori, protagonisti della custodia e della manutenzione del paesaggio.

L’approvazione del Documento programmatico preliminare da parte del Comitato tecnico-scientifico rappresenta una tappa del percorso: non costituisce ancora l’approvazione del nuovo Piano del Parco né determina modifiche operative dei confini.

Il documento sarà ora sottoposto, in seduta congiunta, al Consiglio direttivo e alla Comunità del Parco, per l’esame e la formulazione di eventuali osservazioni, suggerimenti e proposte di modifica.

Conclusi questi passaggi e definiti gli indirizzi dell’Ente, si procederà all’affidamento ai professionisti delle attività tecniche necessarie alla redazione della variante, dei relativi elaborati e delle valutazioni previste.