Tre giovani ragazze sono le vincitrici della prima edizione del Premio Nazionale di giornalismo Mario Trufelli “Il Mezzogiorno che guarda al Mediterraneo: sfide e opportunità per un Sud Italia che può fare da cerniera tra l’Europa e i Paesi del bacino”.
Premio ideato e voluto del giornalista e scrittore Renato Cantore, recentemente scomparso, istituito dall’Associazione della Stampa di Basilicata, in collaborazione con il Consiglio regionale della Basilicata e il Comune di Tricarico.
Pellicciotti, Malvinni e Caputo hanno ricevuto il premio e una targa riconoscimento durante una manifestazione molto partecipata, dal titolo “Il sud che unisce, storie e sguardi sul Mediterraneo”.
La giornata si è caratterizzata con una sorta di passaggio di testimone: da Trufelli a Cantore, colui che ne ha raccolto l’eredità, trasformandola in un progetto: il Premio, fino ai giovani.
A Tricarico, il luogo che ha dato i natali prima al poeta contadino Rocco Scotellaro e poi a Mario Trufelli, nella suggestiva cornice offerta dalla torre del Castello normanno, l’iniziativa, curata dalla Struttura di Coordinamento, Informazione del Consiglio regionale della Basilicata, ha visto la partecipazione delle figure apicali della Rai, della FNSI, di Usigrai e Formedia, dell’Ordine dei giornalisti nazionale e di quello regionale, di autorità civili e militari, degli studenti dell’Istituto comprensivo Statale di Tricarico e di un ospite dell’Istituto Penale per i Minorenni “E. Gianturco” di Potenza.
L’intitolazione del Premio è un omaggio al contributo dato al giornalismo lucano, da Mario Trufelli, primo caporedattore della sede Rai di Potenza, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata, scrittore, poeta e divulgatore scientifico.
A giudicare i lavori risultati vincitori la giuria, presieduta da Roberto Pacchetti, direttore TGR Rai e composta da: Gennaro Cosentino, Caporedattore Rai – TGR Basilicata, Anna Dell’Acquila, Direttrice generale Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata, Oreste Lo Pomo, già Caporedattore TGR Basilicata e TGR Campania, Assunta Mitidieri, Presidente Corecom Basilicata, Rita Orlando, Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Roberto Pacchetti, direttore TGR Rai, Vincenzo Quaratino, già caporedattore Ansa Basilicata, Sissi Ruggi, presidente Odg Basilicata, Mimmo Sammartino, Direttore Fondazione Leonardo Sinisgalli, Elena Esposito, Prorettice alla Comunicazione dell’Università degli Studi di Basilicata.
Il sindaco di Tricarico Paolo Paradiso, dopo aver ricordato due illustri figure legate alla storia e alla cultura di Tricarico, Rocco Scotellaro e Mario Trufelli, ha sottolineato l’importanza della presenza della scuola all’interno di ogni comunità.
Ha evidenziato:
“È fondamentale coinvolgere i giovani e aiutarli a comprendere il valore del vivere in una comunità, a riconoscerne le dinamiche, comprenderle e apprezzarle.
Solo attraverso questa consapevolezza è possibile affrontare con maggiore responsabilità e partecipazione le difficoltà e le sfide che il futuro ci pone davanti”.
A seguire il presidente dell’Associazione della Stampa di Basilicata Angelo Oliveto, il quale ha dichiarato “Quella di oggi è una giornata molto importante per il giornalismo lucano e per l’Associazione della Stampa di Basilicata.
Il Premio dedicato alla memoria di Mario Trufelli dà seguito alla missione del grande maestro che si è sempre speso per la crescita delle nuove generazioni, per un giornalismo fatto di competenza, onestà intellettuale, rispetto della verità e delle persone.
Con Trufelli ricordiamo oggi un altro grande maestro: Renato Cantore, scomparso lo scorso 5 Luglio.
Fondatore e primo presidente della nostra Associazione che ha voluto, ideato e programmato il premio.
Renato Cantore aveva raccolto il testimone culturale e professionale di Mario Trufelli.
Un passaggio che trova proprio in questo Premio una sua naturale prosecuzione”.
Quella di Mario Trufelli “è una bellissima storia – ha ricordato Carlo Bartoli, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in un videomessaggio.
“Una storia che intreccia i temi attualissimi dell’informazione.
Parla dell’importanza del servizio pubblico televisivo e dell’informazione locale nel racconto dei territori per restituire ad essi identità, cultura e coscienza di sé.
Questo Premio è anche un omaggio ad un collega che avrebbe potuto proseguire la propria carriera a Roma, al centro del sistema dell’informazione, e, invece, ha scelto di tornare nella sua terra, in Basilicata, per raccontare la sua gente, il suo territorio e le realtà a cui era più legato”.
Sissi Ruggi presidente dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata, nel porgere i saluti a nome dell’Ordine che rappresenta – ha ricordato come il Premio abbia dato vita ad un importante connubio tra memoria e futuro.
Ha evidenziato:
“Si può partire da un piccolo paese della Basilicata e parlare al Paese intero.
Per raccontare un territorio bisogna imparare a conoscerlo, a interpretarlo e a rispettarlo.
Per questo abbiamo bisogno di giovani che raccontino il Sud con competenza e passione.
Quella di Trufelli è una lezione preziosa da custodire e trasmettere alle nuove generazioni”.
Alberto Ambrogi Vicesegretario Usigrai, nel ringraziare il presidente dell’Associazione della Stampa, Angelo Oliveto, per la manifestazione e il livello dei contributi offerti dai relatori, ha ricordato Mario Trufelli.
“Penso proprio che la poesia sia stata per Mario un antidoto per rielaborare i fatti di cronaca.
Io vorrei sentire, ancora oggi, dal servizio pubblico storie raccontate con la stessa umanità e profondità di Trufelli.
Quelle storie sono attuali ancora oggi.
Sono narrazioni capaci di coinvolgere e catturare interesse e il suo stile garbato e raffinato lo è ancor di più”.
Il primo Panel dal titolo “Mario Trufelli: eredità, visione e testimonianze” è stato aperto dall’assessore alle Infrastrutture, Reti Idriche, Trasporti e Protezione civile della Regione Basilicata e Vicepresidente della Giunta regionale, Pasquale Pepe, il quale nel porgere i saluti del Presidente della Regione, Vito Bardi, assente per impegni istituzionali imprevisti, ha affermato:
“Mario Trufelli ha raccontato la Basilicata con sensibilità e profondo amore per la sua terra.
Dedicargli un premio rivolto ai giovani significa custodirne l’eredità culturale, l’esempio di rigore dell’osservatore e del comunicatore alle nuove generazioni.
Allo stesso modo, bisogna conservare con cura, la preziosa produzione giornalistica e letteraria di Renato Cantore, recentemente scomparso, professionalmente erede di Trufelli, che ha fortemente voluto questo premio”.
Vittorio Di Trapani, presidente della FNSI, ha parlato di un fenomeno sempre più preoccupante, quello della desertificazione dell’informazione.
Ha affermato:
“Ci sono intere aree del Paese che ormai non hanno più un presidio informativo.
La Basilicata, in questi anni, ha pagato un prezzo altissimo: sono numerosi i giornali che hanno chiuso e molte le redazioni che oggi si trovano in difficoltà”.
Rivolgendosi alle giovani giornaliste, Di Trapani ha sottolineato le difficoltà che accompagnano oggi l’ingresso nella professione: “Alle premiate non possiamo dire semplicemente “appassionatevi a questo mestiere”, sapendo che potrebbero andare incontro a una vita di precariato e che, soprattutto, potrebbero essere costrette a lasciare la propria regione per poter lavorare”.
Vanno create le prospettive, bisogna sostenere l’informazione territoriale.
Abbiamo la fortuna di avere in ogni regione la TGR, un patrimonio del Paese, ma è chiaro che non può bastare, serve anche la carta stampata che faccia da stimolo al racconto del territorio.
Investiamo sui giovani, la vera ricchezza di ogni paese”.
Nel congratularsi con le tre vincitrici, il presidente della FNSI ha infine posto l’accento sul contributo delle donne nel giornalismo, sottolineando “la delicatezza, la sensibilità e l’umanità” con cui sanno osservare e raccontare il mondo.
La parola è passata poi a Franco Vitelli, già professore ordinario di Letteratura italiana dell’Università di Bari, Aldo Moro, il quale ha tessuto nel corso del suo intervento il filo che univa quella che ha definito “la triade poetica Scotellaro-Trufelli-Sinisgalli che molto ha significato oltre la nostra regione.
Una triade priva di rivalità, ma rafforzata da una solida amicizia nonostante le diverse posizioni politiche in particolare assunte da Scotellaro e Trufelli.
Ha evidenziato Vitelli:
Questi ultimi erano uniti nella convinzione che la poesia potesse dare le risposte giuste a una società complessa che fornisce garanzia di durata, perché vince ‘di mille secoli il silenzio’”.
Mario Trufelli amava la bellezza e l’arte.
Lo ha ricordato ai presenti Giuseppe Appella, storico dell’arte.
“Mario – ha precisato Appella – si allenava attraverso l’arte a capire il tempo futuro e lo trasferiva nelle sue poesie, nel suo lavoro di indagatore della realtà circostante.
Era un poeta-giornalista.
Raccontava i paesi, le feste, la gente e le sue piccole grandi storie, le tragedie come quella di Balvano, per ciò che erano realmente, senza retorica e senza esaltazioni.
Trufelli non era solo un appassionato di arte.
Sapeva andare oltre.
Da importante collezionista di ‘opere mobili’ qual era, le donava con grande generosità al fine di allenare altri occhi alla bellezza dell’arte”.
A chiusura di ogni panel “I cavilli della memoria”, reading delle poesie di Mario Trufelli a cura dell’attore e regista Pino Quartana Vultaggio.
“Calpestare le strade di Tricarico e dare voce alle parole di Mario Trufelli non è per me una semplice esibizione” ha affermato Quartana Vultaggio , ricordando come “recitare Trufelli a Tricarico, nel paese natale che ha condiviso con Rocco Scotellaro, abbia un significato profondo, quasi sacro”.
Sono seguite quindi le letture delle poesie del poeta lucano, Rimpianti, Senza risposta, La voce, Lucania, Siamo più soli.





















