Nella seduta del 20 ottobre 2026, il consiglio comunale di Policoro ha approvato a maggioranza la delibera per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, scaturiti dagli interventi di somma urgenza in seguito ai danni arrecati al patrimonio pubblico dalla tromba d’aria, che lo scorso 2 settembre si è abbattuta su centro città, zona lido e campagne.
Sulla base della relazione effettuata dai tecnici comunali, l’ente ha dovuto spendere 74.773,57 euro per mettere in sicurezza le aree pubbliche dove si sono registrati danni da caduta di alberi, alle coperture ed agli infissi degli edifici pubblici, oltre al necessario ripristino della segnaletica verticale danneggiata con l’installazione di infrastrutture di sicurezza.
Una somma non prevedibile nell’ordinario esercizio di bilancio, quindi da riconoscere come debito in attesa del ristoro dalla Regione Basilicata.
La spesa più ingente, circa 38mila euro, è stata necessaria per la rimozione di alberi caduti sulle strade pubbliche del centro cittadino e del lungomare. Più di 20mila euro sono serviti al ripristino della segnaletica stradale, con installazione di segnali mobili per delimitare aree pubbliche da interdire al traffico per ragioni di sicurezza.
Infine, più di 12mila euro sono serviti per ripristinare le coperture degli edifici scolastici, con il rifacimento delle guaine danneggiate, oltre alla sostituzione di vetri, lucernari e oblò danneggiati o divelti nelle strutture pubbliche del Terminal bus “Egeo” e del PalaErecole. Su mozione del sindaco, Enrico Bianco, la delibera sarà trasmessa all’ufficio Protezione civile della Regione Basilicata, per la rendicontazione delle spese emergenziali sostenute dal Comune di Policoro e il conseguente rimborso.
Bianco si è complimentato con i consiglieri, per i toni responsabili e costruttivi del dibattito in assise.
«Queste risorse comunali derivano dal capitolo destinato alla manutenzione ordinaria del patrimonio pubblico. -ha poi spiegato il sindaco- In una settimana abbiamo acquisito lo stato dei luoghi prima e dopo l’evento calamitoso, mediante il sistema nazionale “Copernicus” a cui si sono aggiunti i rilievi dei droni dei vigili del fuoco.
Ci sono due milioni di danni solo al patrimonio arboreo, con l’abbattimento di circa mille piante in città e altrettante nella zona lido. Oltre 3,1 milioni saranno necessari per il ripristino del patrimonio pubblico: al PalaOlimpia è stato letteralmente divelto il tetto, rendendo necessario un intervento immediato per evitare che piova dentro la struttura, in attesa del ripristino che sarà molto costoso. Altri due milioni di danni si registrano al patrimonio pubblico di altri enti;
5 milioni al patrimonio privato e circa 4 milioni alle strutture balneari (15 lidi e 20 chioschi). La Protezione civile regionale sta chiudendo l’istruttoria -ha proseguito Bianco- e credo sia ormai imminente la dichiarazione dello stato di emergenza regionale, a cui auspichiamo possa seguire anche quello nazionale.
Con l’attivazione dello stato di emergenza, saranno resi disponibili i primi 239mila euro già destinati dalla Regione, che utilizzeremo per mettere in sicurezza il PalaOlimpia;
lavori urgenti nelle scuole e interventi per completare la messa in sicurezza delle strade cittadine». In Consiglio si è parlato anche di prevenzione sulle calamità naturali e dell’annosa questione del Canale 7, che determina un potenziale rischio alluvionale nella zona di via San Giusto.
«E’ in corso una Conferenza di servizi, che ha fatto registrare il diniego del Consorzio di bonifica all’ultima proposta progettuale discussa. -ha spiegato ancora il sindaco- La Conferenza è stata sospesa, ma c’è una proposta alternativa.
A novembre si dovrebbe sbloccare l’iter, con l’auspicabile parere favorevole del Consorzio di bonifica, ente che gestisce i canali, sulle modalità di drenaggio delle acque piovane.
Spero che per l’anno nuovo avremo il progetto esecutivo e l’affidamento dei lavori». Sulla situazione del demanio marittimo, Bianco è stato chiaro:
«Abbiamo fatto una richiesta ben precisa, come condizione indispensabile a consentire la ripresa della stagione balneare nella prossima primavera, ovvero prorogare le concessioni ai lidi per 5 anni, in modo da consentire agli imprenditori di investire nella ricostruzione.
In un modo o nell’altro dobbiamo strappare questo risultato -ha rimarcato Bianco- per evitare che i lidi danneggiati restino al palo. I nostri imprenditori sono pronti a investire le loro risorse per salvare la stagione 2027, ma hanno bisogno di una proroga di almeno 5 anni per ammortizzare la spesa».
Secondo una prima stima provvisoria effettuata dalla Regione, ammontano a 5 milioni i danni alle 38 aziende agricole colpite dalla tromba d’aria che hanno aperto una segnalazione sulla piattaforma; 155 gli ettari complessivi danneggiati per il 95% del prodotto compromesso. Circa 80 ettari di fragole, 17 di kiwi, 12 di ortive e 9 di agrumi, con seri danni anche a serre, tunnel e impianti antigrandine.
I dati definitivi saranno noti a breve, considerando che la procedura di accertamento e segnalazione da parte delle aziende si è conclusa lo scorso 15 ottobre. In conclusione, il consiglio comunale ha approvato a maggioranza il bilancio consolidato dell’esercizio 2025.





















