Basilicata, una settimana dopo il blocco del Data Center il CUP non è ancora tornato alla normalità: “servono risposte”

«A distanza di una settimana dal blocco del Data Center regionale, alcuni servizi stanno gradualmente tornando alla normalità. Ma non tutto è stato ancora ripristinato e continuano a registrarsi gravi disagi, a partire dal sistema CUP, che resta uno degli strumenti più importanti per garantire ai cittadini l’accesso alle prestazioni sanitarie».

Lo dichiara il Consigliere regionale Piero Marrese.

«In questi giorni abbiamo assistito all’impegno encomiabile degli operatori del CUP e del personale sanitario, che stanno affrontando una situazione straordinaria con professionalità e spirito di servizio, ricorrendo anche a procedure cartacee e strumenti alternativi pur di garantire assistenza ai cittadini.

A loro va il nostro sincero ringraziamento. Se il sistema sanitario lucano ha retto all’urto di questa emergenza è soprattutto grazie al lavoro e al sacrificio di queste persone».

«Proprio per questo, però, diventano ancora più urgenti le risposte che la Giunta regionale continua a non fornire. Parliamo di un’infrastruttura strategica sulla quale sono stati investiti 14 milioni di euro per il Data Center di Potenza, oltre a ulteriori risorse destinate al sistema di Disaster Recovery di Matera. Eppure, dopo giorni di blocco, non si è ancora tornati alla piena normalità».

«I lucani hanno il diritto di sapere cosa sia realmente accaduto. Che cosa ha provocato il blocco dei sistemi? I dati custoditi nelle infrastrutture regionali sono pienamente al sicuro? Perché il ripristino completo dei servizi richiede tempi così lunghi? Per quale ragione il CUP continua a registrare criticità dopo una settimana? I sistemi di backup e continuità operativa hanno funzionato correttamente oppure sono emerse carenze che andranno accertate?»

«Questa vicenda non può essere archiviata come un semplice inconveniente tecnico. Quando si fermano i sistemi informatici della Regione si fermano servizi essenziali, si rallentano le prestazioni sanitarie e si creano disagi per migliaia di cittadini. Per questo chiediamo che il presidente Bardi riferisca con la massima trasparenza in Consiglio regionale, illustrando le cause del blocco, gli effetti prodotti e le azioni che si intendono adottare affinché una situazione simile non si ripeta più».

«Dopo una settimana di emergenza, i lucani non hanno bisogno di rassicurazioni generiche. Hanno diritto alla verità, alla trasparenza e alla certezza che i milioni di euro investiti nelle infrastrutture digitali regionali siano in grado di garantire servizi efficienti, sicuri e continui».