Con “Custodi di Bene” la Basilicata sceglie di cambiare paradigma: da reo a custode, da persona che ha violato le regole della convivenza civile a persona che può contribuire alla sicurezza e alla tutela della comunità.
È questa la visione alla base di un progetto sperimentale in cui abbiamo creduto con convinzione, con l’obiettivo di tradurre il principio costituzionale della rieducazione in un’opportunità concreta di responsabilizzazione, formazione e reinserimento sociale.
Lo ha dichiarato la Garante regionale delle persone detenute della Basilicata, Tiziana Silletti, in occasione della presentazione di “Custodi di Bene”, il progetto promosso nell’ambito della Settimana nazionale della Protezione Civile dalla Protezione Civile della Regione Basilicata, dall’Ufficio della Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria Puglia-Basilicata, dalla direzione regionale Vigili del fuoco Basilicata e dalle Case circondariali di Potenza, Matera e Melfi.
L’iniziativa è stata accompagnata dalla firma di un protocollo d’intesa tra i soggetti istituzionali coinvolti.
Il progetto prevede una prima fase formativa di 12 ore e si svilupperà nell’arco di tre anni, con attività che partiranno da Potenza per proseguire in altre sedi, tra cui Melfi o Matera, secondo modalità calibrate sulle caratteristiche dei diversi contesti.
Nel ringraziare quanti hanno condiviso e sostenuto l’iniziativa, a partire dall’assessore regionale alla Protezione Civile, Pasquale Pepe, e dall’ingegner Giovanni Di Bello, Silletti ha sottolineato il valore sociale e istituzionale del progetto:
“La pena non deve cancellare la dignità della persona né impedirle di costruire un futuro diverso.
Anche in carcere possono nascere percorsi capaci di generare valore per chi li intraprende e per l’intera comunità. Sicurezza e reinserimento sociale non sono obiettivi contrapposti, ma dimensioni complementari della responsabilità istituzionale.
Oggi assumiamo l’impegno di accompagnare la sperimentazione, valutarne gli esiti e lavorare affinché possa consolidarsi e diventare un modello replicabile anche oltre i confini regionali, trasformando i principi della rieducazione in esperienze concrete a beneficio della collettività”.
In apertura dei lavori sono intervenuti per i saluti istituzionali, tra gli altri, il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, il vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, e il dirigente generale del Consiglio regionale, Gerardo Travaglio.
Pepe ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, ribadendo il sostegno della Regione Basilicata e il valore della collaborazione tra il sistema della Protezione civile e il mondo penitenziario:
“Il carcere non deve rappresentare la fine di una persona, ma può essere un’occasione per ripartire.
È compito delle istituzioni, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, creare le condizioni affinché questa opportunità possa tradursi in un percorso concreto di crescita e reinserimento.
Il protocollo che oggi firmiamo unisce coraggio, visione e collaborazione e testimonia la volontà di lavorare insieme per promuovere inclusione sociale e nuove possibilità per le persone detenute.
È una responsabilità morale, prima ancora che istituzionale, alla quale intendiamo dare un contributo concreto”.
Il dirigente generale del Consiglio regionale della Basilicata, Gerardo Travaglio, ha evidenziato l’importanza della sinergia istituzionale, richiamando anche la propria esperienza professionale maturata presso il Parco nazionale del Pollino, dove alcuni detenuti erano stati coinvolti in attività di monitoraggio del territorio.
La collaborazione tra istituzioni può trasformare i principi in opportunità reali di partecipazione e riscatto:
“Anche offrire a una sola persona una possibilità di crescita rappresenta un traguardo importante. L’auspicio è che “Custodi di Bene” rafforzi questa sinergia e favorisca nuovi percorsi a beneficio delle persone detenute e dell’intera collettività”.
Ha dichiarato Giovanni Di Bello, dirigente della Protezione civile della Regione Basilicata:
“Formare persone che vivono in contesti dai quali non possono liberamente spostarsi rappresenta una sfida.
La formazione le rende parte attiva del percorso e rafforza la consapevolezza di poter contare su una rete di coordinamento esterna. Le attività saranno articolate in più fasi, adattate ai diversi contesti, per promuovere partecipazione e responsabilità”.
A chiudere i lavori è stato il presidente della Quarta Commissione consiliare, Nicola Morea, che ha evidenziato le potenzialità del progetto anche in una prospettiva nazionale.
“Custodi di Bene” può diventare una buona pratica da estendere anche ad altre realtà del Paese.
Nei nostri istituti penitenziari il rischio di recidiva resta una questione centrale e contrastarlo significa anche intervenire sull’emarginazione sociale che spesso accompagna la detenzione.
Il reinserimento è fondamentale per consentire alle persone di tornare a contribuire attivamente alla vita della comunità.
Farlo attraverso la Protezione civile è una scelta di grande valore, perché coniuga responsabilizzazione individuale e servizio alla collettività.
Occorre ora individuare strumenti e misure specifiche che rendano effettivamente praticabile questo percorso, trasformando le finalità del progetto in opportunità concrete e durature”.





















