Coldiretti Basilicata in stato di mobilitazione: “Senza risposte pronti a scendere in piazza per difendere gli agricoltori”

“Dinanzi ad atteggiamenti che sviliscono la centralità del settore agricolo e alla perdurante mancanza di risposte rispetto ai sacrifici fatti dalle nostre aziende, siamo pronti ad attivarci tutte le sedi per difendere i redditi dei nostri agricoltori e, con essi, la salute dei cittadini“.

E’ quanto afferma la Coldiretti Basilicata nell’annunciare lo stato di mobilitazione delle federazioni lucane:

“La scarsità di risorse dedicata al settore all’interno del Bilancio è l’esempio più evidente di questo inaccettabile disinteresse che accomuna tanto il Governo regionale quanto il Consiglio della Regione, fino alle forze di maggioranza e opposizione, con una totale mancanza di atti e provvedimenti concreti a sostegno del settore da parte della giunta regionale e del presidente.

Il dibattito politico sembra aver dimenticato l’agricoltura, che è invece sempre più presente in quello della società civile.

Uno scollamento della politica rispetto al mondo delle imprese e dei cittadini che diventa sempre più preoccupante.

I tavoli attivati e le costanti interlocuzioni con il mondo politico regionale – denuncia Coldiretti Basilicata – non solo non hanno sortito effetti concreti, salvo piccoli palliativi, ma hanno restituito la sensazione di una scarsa sensibilità rispetto al ruolo dell’agricoltura nella nostra regione.

Un ruolo che non è solo economico, ma anche ambientale, occupazionale e di tutela dei cittadini.

Basti dire che quasi il 60% del territorio lucano è gestito dagli agricoltori, mentre un’impresa su tre registrata negli elenchi camerali è agricola.

E dall’agroalimentare viene un quinto del valore totale dell’export. Nonostante ciò il ruolo delle aziende agricole continua a non essere riconosciuto proprio da chi dovrebbe avere una visione di insieme dello sviluppo della nostra regione – continua Coldiretti Basilicata – tanto più in una situazione di gravissima crisi che sta interessando le nostre aziende.

Con il gasolio agricolo alle stelle e l’aumento spropositato dei costi di produzione, a partire dai fertilizzanti, gli agricoltori lucani sono allo stremo, con il rischio di ridurre la produzione alimentare e il presidio ambientale delle nostre colline e delle nostre montagne.

Eppure in una regione come la Basilicata dove si estrae petrolio che non passa per lo stretto di Hormuz e di conseguenza ha costi risibili di trasporto la politica potrebbe sollecitare e guidare un intervento importante delle compagnie petrolifere presenti, invece di preoccuparsi del mantenimento di carrozzoni regionali non gestiti bene oppure scarsamente produttivi.

Una situazione inaccettabile dinanzi alla quale siamo pronti a scendere in piazza – conclude Coldiretti Basilicata – se non verranno prese le misure necessarie e strutturali per far fronte alla crisi e restituire dignità e reddito alla nostra agricoltura”.